sabato 30 aprile 2011

Nati per leggere

 
"Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima"

di Bruno Tognolini

La mia incoscienza nel volermi esporre alle letture ad alta voce sta inesorabilmente dilagando! Non bastava donare il mio "slang" alla esse sciata al sito Librivox e in pubblico, in occasioni e ricorrenze varie. Adesso ho anche partecipato ad un corso per volontari denominato "Nati per leggere" organizzato dalla biblioteca San Giovanni di Pesaro. E' un progetto nazionale ideato per promuovere la lettura nei bambini da 6 mesi a 6 anni di età.

Progetto che ha anche attirato l'attenzione di radio Rai che gli ha dedicato una puntata della trasmissione "28 minuti" andata in onda il 25 febbraio 2011. In questo link potete ascoltare la puntata: "Nati per leggere su radio Rai"  


 Il progetto nati per leggere è sostenuto a livello locale dalla provincia di Pesaro e Urbino, adottando il logo raffigurante un canguro che sta leggendo un racconto al suo cucciolo. Dal sito della provincia di Pesaro leggo "Invitare i bambini già dai primissimi anni di vita ad amare la lettura grazie  ad un gesto d'amore personale e coinvolgente: quello di un adulto che legge una storia, una filastrocca al proprio bambino. E' ormai comprovato che questo semplice gesto ripetuto nella quotidianità porta notevolissimi benefici al bambino non solo in termini culturali ma anche nel suo sviluppo psico-affettivo. Nati Per Leggere è stato premiato due anni fa dal Ministero per i beni e le attività culturali come "Migliore manifestazione di promozione del libro e della lettura di rilevanza nazionale".

Ed ora la prova del fuoco. A Colbordolo durante la manifestazione "la 34° mostra del libro per ragazzi" il giorno 7 maggio 2011 alle ore 17:00 verrà proposta la "Maratona di lettura" dove diversi volontari, coordinati dalla bravissima Alessia Canducci, leggeranno ad un pubblico attento ed esigente una serie di racconti per ragazzi dai 2 ai 6 anni di età. Nel mio piccolo proverò a cimentarmi nella lettura del libro "L'omino della pioggia" di Gianni Rodari con illustrazioni di Nicoletta Costa

Sempre e soprattutto buone lettureeee! :DD

giovedì 14 aprile 2011

Un peso sul petto

Finalmente! Dopo tanto attendere il nuovo romanzo di Vittoria A. edito da Eclissi editrice è in vendita. E presto in bella mostra nello scaffale della mia libreria insieme a suo fratello "Dannati Danni". ;)

Questo è il book trailer non ufficiale del nuovo libro:


"Tutte le immagini usate nel video sono liberamente circolanti su internet 
senza alcuna dicitura di copyright. Per eventuali chiarimenti contattare
direttamente l'autore del video (isaironmarche)"

Che altro dire.
Non vedo l'ora di avere il libro per poterlo leggere, leggere e ancora leggere :D

giovedì 17 febbraio 2011

Mi illumino di meno 2011


 Pesaro aderisce.

Vi invitiamo a partecipare alla giornata, promossa dalla trasmissione radiofonica Cartepillar, dedicata al risparmio energetico.

Anche quest'anno, visti i successi delle scorse edizioni e grazie alla sensibilità e disponibilità del gruppo aNobii Pesaro, proponiamo letture di brani ad alta voce a lume di candela.

I brani che leggeremo non sono strettamente legati alla visione tecnica del risparmio energetico ma più verso il lato romantico di una vita eco sostenibile, considerando i rapporti umani e la natura come bene principale e insostituibile del vivere quotidiano.

Decalogo di Caterpillar

Buone abitudini per il 18 febbraio (e anche dopo!)

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 18 febbraio alle ore 18.00!

venerdì 21 gennaio 2011

Madre

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve  gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.

E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io ... che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don ... Don ... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano pianti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera.

Giovanni Pascoli

lunedì 20 dicembre 2010

Oggi ho visto fare la pace.

"Oggi, come ai tempi di Gesù, Il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell'umanità in cerca della vera pace. - Egli stesso sarà la pace! - dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo."

Queste sono le parole pronunciate dal Papa la domenica del 20 dicembre 2009 in occasione dell'Angelus.

Mesi fa su facebook una cara amica ha pubblicato un racconto a mio avviso bellissimo, avvenuto in una classe elementare della capitale. Mi ha fatto riflettere sulla pace e a chi spetta impegnarsi per ottenerla.

L'immagine che ho davanti agli occhi, di Mary mentre oscilla e chiede di fare la pace è troppo bella, vivida e forte per non condividerla e pensare che il mondo sarà il loro. Sarà di chi ha l'amore come essenza dell'essere. Di chi "Porta il fuoco" come scritto nel romanzo "la strada" di Cormac McCarthy.

Questo è il breve e intenso racconto di Delia:

"Nella mia classe, una seconda elementare, durante la ricreazione c’è stata una piccola prepotenza ed un bambino per prendere possesso di un libro di una compagna lo ha stracciato.

Ne è seguito un pianto sinceramente dispiaciuto.

Sono intervenuta invitando a spiegarmi l’accaduto, chiedendo di motivare la necessità della prepotenza.

Ho ritenuto di chiedere al bambino che aveva compiuto il gesto di annotare sul suo diario di avere fatto senza motivo una grossa scortesia ad un’amica.

A seguire li ho invitati a riprendere l’intervallo.

A quel punto l’intera classe, in maniera assolutamente quieta, e convinti di non essere sentiti, si sono organizzati “in gran segreto” per fabbricare un libro per la compagna a cui era stato strappato.

Tutti si sono messi a tagliare creare e scrivere, mentre il “responsabile” immusonito colorava un disegno per conto suo e la “vittima” disegnava e colorava magistralmente cuoricini.

Dopo qualche minuto di questo scenario ho chiamato la bambina dei cuoricini, Mary, e le ho proposto di andare a fare la pace con Andy.

Mi ha risposto di sì con un sorriso; si è avvicinata al tavolo del compagno ed ha cominciato ad oscillare. Lui ha sollevato la testa per riabbassarla subito, lei si è dondolata ancora due volte poi gli ha sorriso e gli ha detto “facciamo pace?”

Lui ha di nuovo alzato lo sguardo le ha sorriso in modo indescrivibile ed in capo a pochi istanti fabbricava con gli altri il libro “riparatore”.

Mary è tornata ai suoi cuoricini ed ha cominciato a ritagliarli; poi li ha regalati ad Andy.

Hanno fabbricato la pace.

Io dentro mi sono commossa alle lacrime.

Sono questi i giorni in cui adoro il mio lavoro."

In questo racconto Mary e Andy hanno fabbricato la pace.
Loro hanno spalancato le porte per accoglierla.

Grazie Delia e grazie ai tuoi ragazzi per aver condiviso questi attimi di gioia.

Buon Natale a tutti.


mercoledì 1 dicembre 2010

Dicembre 2010

Vien dicembre lieve lieve,
 si fa la battaglia a palle di neve:
 il fantoccio crolla a terra
 e così cade chi vuole la guerra! 
 "I dodici mesi" di Gianni Rodari
 ---
di Paola Capriolo
 con il commento di

 

sabato 6 novembre 2010

Il mio libro: Maratona di lettura per tutti

Domenica 31 ottobre, all'interno dell'iniziativa nazionale "A ottobre piovono libri" la biblioteca San Giovanni, con l'aiuto del comune di Pesaro, ha organizzato l'evento "Il mio libro: Maratona di lettura per tutti. Maratona in biblioteca di lettura ad alta voce."
Sul volantino dell'evento leggo "Tutti abbiamo un libro che ha segnato i passaggi importanti della nostra vita. Per condividere la storia che racconta un nodo esistenziale, il classico per noi fondamentale, il romanzo che più ci ha appassionato, vieni in biblioteca e partecipa alla maratona di lettura."
Come rifiutare un simile invito? Bé a dire il vero se non avessi avuto la spinta di amici e una alta dose di incoscienza probabilmente non l'avrei fatta una pazzia del genere!
Ed eccomi lì a leggere ad alta voce un brano preso dal romanzo "Dannati Danni" di Vittoria A. che con voi condivido:
 
"Non è successo niente", "Poteva andare peggio" insieme a "Ma piantala! Non so proprio cosa hai da lamentarti..." sono i ritornelli che da sempre accompagnano le gesta rovinose e l'inevitabile sfacelo di casa Danni. Già, i Danni. Contrari per principio a ogni legge fisica gravitazionale, convinti di essere invisibili, volanti e di poter passare attraverso i muri. Loro e il loro albero genealogico che assomiglia a una pianta carnivora tropicale, pronta a spolparti se per sbaglio ci rimani impigliato. Dove passano i Danni non resta più nulla, scompaiono addirittura gli edifici. Una famiglia, un nome, un destino: fare danni. A se stessi e agli altri. A persone, animali o cose che abbiano avuto la cattiva idea di incrociare la loro rotta. Ed è al passo di questo leitmotiv martellante: "Niente di cui preoccuparsi, tutto sotto controllo", che le cose, col passare degli anni, hanno preso la porta nell'apparente distrazione generale.

Gli oggetti, in casa nostra, hanno sempre avuto il dono di materializzarsi e smaterializzarsi secondo l’interpretazione del momento: quando erano necessari erano ancora nostri anche se qualcuno ce li aveva già espropriati da tempo, quando invece nessuno le cercava si pretendeva di non sapere neppure di averli mai posseduti prima. In questi periodi poco per volta e con discrezione, tanto che quasi non ce se ne accorgeva, in altri momenti senza alcun ritegno e in massa, tutto il contenuto della casa ha fatto la sua uscita dalla porta d’ingresso per non rientrare mai più: sgraffignato, pignorato, espropriato o venduto battendo sul tempo i funzionari venuti per il sequestro. Gli arredi cessavano di esistere da un giorno all’altro e, in quelle circostanze, si doveva semplicemente smettere, senza commentare, di mangiare su un certo tavolo da pranzo oppure di cercare le lenzuola in un determinato armadio, perché entrambi non c’erano più. In questi casi, dopo un attimo di sorpresa mista a rassegnazione, si doveva guardare altrove con aria tediata pensando: “Non c’è più l’armadio. Ma si, che oggetto banale!”

E quando era venuto a mancare qualcosa di grosso come il pianoforte a coda Stanway&Sons, e qualche sconsiderato si era domandato ad alta voce che fine avesse fatto, un sibilo ringhioso “Quale pianoforte?” pronunciato a denti stretti e labbra rigide aveva chiuso per sempre la questione. Chi compiva gaffes di questo genere si precipitava a porvi rimedio fingendo di essersi sbagliato, vittima di una svista, di una distrazione: si, forse aveva visto un pianoforte, piccolino, vecchio, che era stato lì per qualche tempo, ma che chissà poi che fine aveva fatto! In cantina? Buttato via? Regalato a qualche cuginetto che voleva strimpellare? Chi se lo ricordava più! L’impronta rimasta sul tappeto era solo un disegno della trama.

Se da casa Danni si poteva far uscire di tutto, senza che  nessuno battesse ciglio, c’era tuttavia una sola cosa che non si poteva assolutamente fare entrare mai, per nessun motivo al mondo: la realtà. Bisognava sempre sorridere e dare l’idea di essere non solo felici ma addirittura beati, di non accorgersi che i caloriferi erano spenti in dicembre, che non c’era l’acqua calda per lavarsi, che il telefono era regolarmente tagliato, che il più delle volte mancava la luce e, quando c’era, si doveva ringraziare un cavallotto abusivo. E che c’era un creditore, sicuramente un maniaco, che telefonava a tutte le ore del giorno e della notte emettendo ruggiti infernali a puro scopo intimidatorio.

Ma questo atteggiamento spavaldo e baldanzoso purtroppo presenta dei limiti nel lungo periodo. E dai oggi, e dai domani, alla fine, seguendo le stesse modalità dei beni mobili e senza preavviso, è sparita anche la casa, tutta intera. Anche in questa circostanza, però, è stato fondamentale far finta di credere che di lì a poco ce l’avrebbero restituita e che si trattava di un banale equivoco, una cosa da nulla. Mia madre, Anna, doveva continuare a credere di essere la regina di non-so-dove che difendeva tutta sola il suo regno dagli attacchi dei nemici e a convincersi che, dopo mille peripezie – inclusa quella di rubare il suo fascicolo dal tribunale – ci sarebbe riuscita. La dipartita della sua regale dimora era stata per lei un fatto imbarazzante e increscioso, naturalmente inspiegabile; tuttavia nel giro di pochissimi secondi lei era già riuscita a spalmare la colpa addosso a tutti quelli che per un verso o per l’altro le si trovavano intorno.

Ciononostante, la casa è andata all’asta e Anna è stata buttata fuori senza neanche il tempo di prendere le sue cose e senza avere altro posto dove andare che un albergo a ore dietro al Cimitero Monumentale dove le prostitute giravano nude per i corridoi. Non la prese poi così male: già dopo un paio di sere aveva fatto nuove amicizie con cui giocare a carte e vestita come una quindicenne aveva ripreso a pieno ritmo la sua vita mondana e notturna. Naturalmente anche del suo stile di vita dava la colpa a noi dicendo che se le avessimo fatto più compagnia, lei non avrebbe avuto bisogno di uscire tutte le sere per non stare sola, combinata in quel modo per di più.

Questa legge della materializzazione e smaterializzazione, oltre che alle cose, si applicava anche alle persone le quali a un certo punto non c’erano più, però non si era mai certi fino in fondo se poi fossero morte davvero. Semplicemente, non si sapeva dove fossero andate a finire, ma si continuava a parlarne al presente nel dubbio che un giorno o l’altro, magari, potessero ricomparire.

Ora il libro partecipa al concorso "Il libro dei libri maratona 2010". Le votazioni scadono al 14/11/2010. Votare è anonimo e semplicissimo. Basta mandare una mail all'indirizzo
biblioteca@comune.pesaro.it
Nell'oggetto scrivere il nome dell'evento:
Il mio libro: maratona per tutti.
Nel messaggio:
Il mio voto è per "Dannati danni" di vittoria A.

Per ulteriori informazioni basta collegarsi al sito della biblioteca San Giovanni 

Grazie a chi vorrà partecipare alla votazione! :D 

Naturalmente non posso evitare anche di condividere la mia lettura ad alta voce ;)